Ho ripensato alla nostre macchioline d'olio, al modo ipnotico in cui si allargano su un pezzo di carta attraverso la rete capillare della superficie assorbente, dall'istante in cui cadono iniziano a correre in tutte le direzioni per coprire la maggior superficie possibile. Eppure ad un certo punto si bloccano, finiscono la loro energia propulsiva e la gocciolina di olio diventata una zona delimitata e morbida: lo trovo giusto ma triste il momento in cui la gocciolina smette di espandersi. È come se la carta le desse dei limiti, lo spazio intorno è più grande e forte di lei e la lascia arrivare solo fin lì: le dice -tu finisci qui. A meno che le goccioline non siano tante, allora diventa tutto un correre veloce veloce di cerchi che si allargano come le gonne delle bambine quando girano su loro stesse: trottole, ballerine, bamboline. Quello che prima, nella gocciolina singola, era un fermarsi, qui diventa un conoscersi perché i confini sfumano e una finisce contro all...
E ti rispondo che non posso rispondere, devi cercare da te. (Walt Whitman _ Foglie d'Erba)