Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Semi di Zucca

Sognatori _ (Semi di Zucca)

Ai sognatori che han chiuso gli occhi per poi scoprire, di non volerli mai più riaprire. Che hanno ormai scelto da che parte stare delle palpebre stanche di doversi alzare. A chi ha fatto il salto e all'alba non vuol tornare, lo si deve coccolare, insultare, lasciare andare. Ai sognatori c'è poco da dire hanno trovato lo scudo che per sempre li farà soffrire. Dove stan loro anche nella calma infuria una battaglia di forbici e di panna; una pesca avrà sempre un sapore che per mille ragioni gli spezzerà il cuore. Solo un prato e una potente convinzione che indietro, ahi noi, non si può più tornare. Ai sognatori che han perso la ragione chiudendo gli occhi han trovato il cuore. Non dire niente a chi vedi partire, sorridi mesto a chi trovi a blaterare, saluta piano chi è solo nel camminare, è un sognatore che ha scelto da che parte stare. Un giorno tuo del tutto inaspettato ti porterà in dono...

Essere mare _ (Semi di Zucca)

Se ti guardo vedo tre cose: manto morbido di umida sabbia infinita distesa d'acqua color della cenere e un cielo dritto, che abbraccia il resto. Nel ritmo delle onde hai posto il tuo respiro nell'abisso profondo, il battito del tuo cuore nel sapore acerbo, la tua protezione. Accogli e culli anime contratte per mostrare loro quanto siano perfette. Scavalchi i muri dei castelli di sabbia e scendi a fondo nel primitivo terrore. Gestisci il ritmo del tuo umore vai e vieni senza avvisare, sussurri a tutti e nessuno ti può parlare. Non puoi essere afferrata ma solo afferrare non puoi essere cercata ma solo trovare non puoi essere creduta perché non ti puoi fermare. Vai e vieni e te ne vai, furiosa e lenta ribolli schiuma, trascini sabbia. C'è il rosa all'alba e al tramonto sempre in movimento, un movimento lento. Il vento accoglie la tua impazienza e infuria la notte nella danza nera. Una sola perla sor...

Addio, coraggio _ (Semi di Zucca)

Muti vegliano i cancelli sulla soglia del verrà. Chiusi su sogni che non hanno la forza di arrivare. Solo qui, solo in oggi voglio restare. Le torri hanno iniziato a tremare instabili su fondamenta sbagliate. Ciò che sapevi solido mostra il lato fragile del volto: disperato lancia indietro un ultimo sorriso. Crollano, crolleranno e lo sanno. Il fondale freddo dell'anno si è vendicato. Inclinato sul vuoto lascia scivolare i pezzi e tu, inerme, osservi. Al ritorno dell'equilibrio tutto ciò che ti troverai innanzi, sarà qualcosa di inaspettato.

Il privilegio del dolore_ (A) _ (Semi di Zucca)

Non permetterti il lamento, ingrato ad una vita colma di doni di dolore. Cosa sa il bambino goffo che non ha mai provato fame. Crede che la rabbia sia la scintilla della sua distruzione; l'instabilità e l'incertezza le sorelle della sua follia. Come l'infante, che mai è uscito dal nido, si sente conoscitore del mondo. Non vede, il patetico bambino, la terra calma che accoglie i suoi capricci. L'universo ti ignora ricoprendoti di doni di dolore.  

Poeti diversi _ (sc_nc) _ (Semi di Zucca)

Il primo passo ha il suono del ramo spezzato. Dell'insetto a cui esplode la cassa toracica. Tutto quello che non serve rimane dove viene usato: A casa. D'ora in poi io e solo io Sarò la mia dimora. Il mondo non è più un luogo distante scosta la pelle e mostra i confini. La paura svanisce dinnanzi alla realtà Al bisogno di azione, per tenere in piedi la vita. Nessuna sedia ad accogliere il corpo, anche se stanco. Solo le gambe e le ginocchia, La schiena e il fiato, a supporto di ogni carico Di ogni emozione. La repulsione acquisterà un sapore dolce: la fatica, premurosa compagna di strada, il dolore, amico di ogni umore, la durezza del riposo, la consapevolezza del merito. I morsi alle caviglie l'unica fame che non si potrà saziare. I piedi conosceranno la distanza dalla loro natura. Nella terra e nel sangue, non andranno uno innanzi all'altro Non porteranno dall'origine all'arrivo. Indurranno in ...

Rarefazione _ (G.F.) _ (Semi di Zucca)

Lenta scendo nel bianco,  mangio aria delicata  profumata.  Chi mi accoglie giunta in fondo,  sono io. Riflessa. Guardo meglio e vedo luce. Mi parla di albe e di tramonti  di ricordi che non posso ricordare.  Rimane addosso la sensazione di un amore,  che forse ho lasciato andare.  Se io fossi un sentimento  non saprei parlare d'altro  che del rosa che racchiudi.  Un giallo morbido,  un blu rarefatto,  un celeste che sa di ambra. Guardo ancora  guardo meglio.  Sento estate e primavera,  la peluria dell'albicocca  il sapore del limone. In assoluto più in alto brilla  la dolcezza di un colore.  Luce, c'è qualcosa che non mi hai detto:  io ascolto ma non ti sento. Proteggi e narri quei momenti  in cui viviamo nudi guardando al cielo,  in attesa di un congedo da te.

Mattina sali e saluta_ (Semi di Zucca)

In alto abbracciato alla notte hai percorso il cammino dei sogni. Ora fili di sussurri si intrecciano ai capelli leggeri strattonano verso porte da basso. L'argento prima, fende il buio, lento porta a scivoli di rosa. È l'alba che sale e ti viene a cercare. Ad accoglierti un mondo di luci curiose dita timide di amante rovistano sul cuscino. Il mattino usa il linguaggio del ricordo, canti di migrazioni lontane profumi di solitudini felici. Appoggiato sulla terra sei ripreso dalla vita. Una parentesi di vuoto a dire torna a dire resta. Qui c'è il tuo spazio. Mattina dolce e perseverante di seduzione innocente è fatta la tua voce. Di malizie infantili è pervaso il tuo corpo. Per richiamare in basso questo mondo sfuggente servitore della notte debitore della luce.

Promesse di marinaio _ (A) _ (Semi di Zucca)

Nella grotta di sale  solo il mare si dà da fare. C'è profumo di sale, sapore di mare e paura: dea cieca che crolla addosso, Inaspettata. Con i mostri degli abissi teso nuota il tritone.  Ribolle densa la materia  nelle sue budella mute. Tra i bagliori in superficie  si consuma la sirena. Non c'è canto che lo attiri.  Non c'è onda che la travolga.  Un nodo è sorto  nel solco delle ali svanite. Grumo semplice di corda  preme sui fiati del respiro. Il nodo è l'amo che l'àncora  alle scogliere in tempesta. Cristalli stupendi spaccano la pelle godendo del sangue che si infrange ad ogni onda. Il dolore è la forma piú bella e la paura di non sentirlo  vieta al mondo di muoversi. Ingoia acqua che brucia le parole il tempo e il terrore non hanno sapore.

La Sfinge _ (B&A) _ (Semi di Zucca)

Quante cose succedono quando non succede nulla? Il cielo cade ai piedi, allo sguardo resta un suono. Suono della notte, suono acuto, affronta il buio in note Arpeggi di luce tengono a galla l'immobile. Il fiume non striscia sulla terra Il cielo modella le rocce, in un sontuoso incedere di dama ammantata. Passi sinuosi a raccogliere rancore, coperta incolore. Tu, guardiano della soglia della terra e del cielo, nel suono combatti le battaglie che racconti. Vibri l'aria di un tono senza sapore la saggezza esiste nel luogo senza forme: opaco di colori avaro di morti, acceca l'umile sguardo viandante. Non ha occhi Il volto antico della saggezza. Custodisci la soglia a te indifferente compito ingrato. Minuscolo pilastro soccombi al turbine potente che spazza via il lavoro, Incurante del dolore, del sudore. La tua anima culla il gelo che spira dalla soglia. Impassibile agli eventi, ai venti tiranni potenti d...

Oestre _ (Semi di Zucca)

C'era una volta, una volta non c'era, l'unica storia di una fata vera. Per prima cosa di lei si sentiva, il profumo che nell'aria distribuiva. Polline salato e trifoglio speziato, nessun pensiero che la toccava era peccato. Si muoveva paziente tra le stelle del prato e camminava silente sul cratere dannato. Gli animali del bosco le portavan rispetto perchè a nessuno faceva dispetto, i fragili steli l'accoglievano sereni e gli alberi forti la proteggevano dai torti. Nel canto della sua voce lei portava una croce: muta era nata e nulla l'avrebbe cambiata. Un rospo storto le disse un giorno seguimi o fata e potrai essere salvata. Distratte le erbe, gli animali e le piante, sola al mondo si sentiva abbandonata. Nel silenzio della sua voce seguì il rospo, e si addentrò nel folto del bosco. Il freddo cresceva e la luce arretrava. Il rospo incurante saltellava goffamente la fata gelante, lo seguiva timidamente. La paura c...

Still learning to love_ (Semi di Zucca)

Approccia il mondo senza giudizio Ripetiti che puoi essere meglio di così Ovunque tu sia, non ti bastare. Anche dove il mondo ti sembra più sporco, Dove l'animo umano non brilla e le unghie si sporcano, Non imparare a giudicare. Se la felicità ti sembra troppo leggera Raccogli gli scarti degli altri E portali a destinazione. Uno zaino ben fatto non pesa a lungo sulle spalle Ma le cose inutili ti faranno cadere nella via. Dillo a te stesso, ripetilo come un mantra Una preghiera che inizia al mattino E non si conclude all'aurora. Ci sono parole in avanzo per tutti. Quel che non conosci ti offende Dimostragli che non sai combattere Ascoltare non è un verbo passivo Ma l'azione più complessa da imparare. Nel mondo ci sono solo storie Un libro senza parole, Senza giudizio. 

Le ali nel nome_ ad a. (Semi di Zucca)

Questa sera esisto nel mondo. Esiste l'autunno di gocce calde il posto da cui vengo e da cui mai in realtà mi separo. Ci sono morti che lasciano gioioso dolore e voglia di vivere di esserci e trovarsi. Di bere, brindando alla gioia che timidamente proviamo, grazie alla loro assenza. Con una vita in meno il cuore batte una volta in più e si apre una luce e sorride una vecchia memoria di lei, di noi di te, di chi ci sarà. Chi se ne va lascia il posto a chi verrà e tutto il male se lo porta via, perché il bene è troppo pesante. La vita non smette mai di essere, e quando sembra che non ci sei i pezzi continuano a muoversi per gli altri e tu resti esisti e anche dopo, viva. A chi infligge piccole ferite per allontanare apro le braccia in cerca di bene questo è il mio cuore e un pezzo è anche tuo. Senza il tuo peso sottile verranno tutte a galla. Con il sapore del sangue in gola sapranno che con il loro dolore...