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Visualizzazione dei post con l'etichetta India 2.0 _ 2015

Autobiografia di un criceto in vacanza_

Sono ventiquattro anni che me ne sto qua dentro anzi, se usiamo il calendario koreano, sono quasi  ventisei. Tutto il giorno corro come un pazzo sulla sua ruota, punzecchiato da ansie e problemi che hanno la consistenza delle nuvole di azoto ma l'insistenza di una pellicina sul bordo del pollice. Credo che Dante, in tutti i vari gironi, abbia minuziosamente descritto la mia esistenza. Ogni giorno uno diverso e quando si arriva sul fondo la giostra ricomincia, con tanti diavoletti che mi punzecchiano il sedere. Io per carità non voglio lamentarmi, ho amici messi peggio, però la dentro, dove sto io, è quasi sempre buio: mai un'idea geniale che accenda quella lampadina che penzola triste dalla cupola. Essendo che vivo dentro di lei cerco sempre di assecondarla e di correre veloce veloce ogni volta che ne ha bisogno, mi ci sono affezionato dopo tutto e anche sei mesi fa, quando si è accesa l'abat-jour dei colpi di testa (non quella che penzola dal soffitto, per chi non lo sa...

Assumere a piccole dosi_

Korea, Canada e Italia sono le ultime rimaste in India; America, Colombia e Nigeria sono partiti. Nella notte dei saluti la luna è un sorriso perfetto nel cielo e il vento mescola l'aria calda, come un minestrone fuori stagione. Dal tetto dell'ostello ci guardiamo intorno e ci ritroviamo tutte nello stesso pensiero: perché mai adoro questa terra? Se la osservi bene e provi a raccontarla ne uscirà un ritratto difficile e grottesco. La vita è dura, dal fare la pipì al bere un bicchiere d'acqua, tutto si fa un po' più complicato. Sono quattro mesi che uso un secchio per farmi la doccia, regolarmente con acqua tra il freddo e il gelato. Lavo i vestiti a mano e ho cestinato la metà di questi nel cammino (poco male, ho sempre la scusa per comprarne di nuovi), oltre ad assumere un tipico odore dolciastro che ormai mi da la nausea ogni volta che mi vesto. Ho i capelli come la paglia per lo smog, la pelle spaccata per il sole e la pancia è un pallone per i quintali di carboi...

Dimenticavo la Natura_

Ieri ero in moto (si mamma, senza casco) e tornavo tra i monti dopo essere scesa in città per del lavoro. Dopo un paio d'ore di curve sotto il sole abbiamo deciso di fare un pausa per ridare ossigeno a gambe e cervello. Parcheggiati in una curva (hanno uno scarso senso del pericolo) siamo scesi tra i lunghi pini di questi monti e li è arrivato uno di quei momenti "perfetti" in cui vorresti scattare un'istantanea della tua vita, perché tutto è nel modo e nel momento giusto. Partiamo dal dettaglio non trascurabile che ero in compagnia di quel bel bocconcino dell'insegnate di yoga, tutto bicipiti, riccioli e lunghi silenzi. Senza neanche una parola di troppo ci siamo limitati a guardarci intorno, ognuno nel suo mondo ma entrambi sorpresi dello spettacolo che ci veniva offerto. Il cielo era teso in un azzurro così perfetto da risultare indescrivibile, senza nuvole o sfumature a sporcarne la superficie. Tutte insieme si intrecciano le sensazioni che chi ama la monta...

Avere 20anni e poco più _

È da un sacco di tempo che progetto questo pezzo, per la precisione da quando vent'anni li avevo sul serio. Tra lassismo e insicurezze ho sempre rimandato, fino a ieri sera quando, sorseggiando la prima birra dopo un mese (che sofferenza!) mi è calata l'ispirazione (ennesimo punto a favore dell'alcool). "Avere 20anni" consiste in una serie di articoli che attingono ai drammi di questa mia disgraziata generazione e si propongono di accompagnarli nel frustrante e faticoso cammino che si apre sulla soglia dei venti, una sorta di libretto di istruzioni per continuare a fare gli stessi errori ma consapevoli di essere in buona compagnia. Per non smentire le aspettative su una gioventù inconcludente, non ho mai portato a termine nè pubblicato il progetto. Poco importa perché oggi, a quattro anni e rotti di distanza, mi ritrovo a confermare quel detto che se tanto le cose non le vivi sulla pelle non le impari etc etc, quindi ho deciso di scrivere direttamente la conclu...

Capitolo X_

Sono al giro di boa di questa nuotata senza mare. Uno dei desideri piu' potenti che il mio corpo reclama e' proprio quello di essere interamente immerso nell'acqua. Questa assenza si manifesta come un leggero dolore sulla pelle, un pizzicare che risveglia nella memoria la sensazione di galleggiare, con l'acqua nei timpani e gli occhi al cielo. Onde leggere che si infrangono su tutto il corpo rinfrescandolo fin nelle ossa.  Non mi manca ne' il cibo ne' le comodita' di casa, mi manca il respiro del corpo in immersione. Senza una reale motivazione mi sento di essere entrata in un nuovo capitolo di questo viaggio (odio usare questa parola perche' e' e non e' quello che sto facendo. Non rispecchia la mia esperienza ma maledette parole, siete sempre il solito limite). E dal momento che adoro i libri che hanno citazioni all'inizio di ogni nuovo capitolo, non saro' da meno.  Quelle che seguono sono tracce di pensatori che ho raccolto...

Il Tipo_

Per la prima volta nelle mie perlustrazioni indiane, ho visitato città e monumenti famosi. Qui mi sono imbattuta in questa fauna multicolore di turisti che mi ha sorpresa, abituata come ero a stare tra capre e mucche tutto il tempo. Non so perché ma non avevo mai preso in considerazione il fatto che l'India potesse essere piena di turisti bianchicci ma dal momento che me li sono trovata davanti, non ho potuto fare a meno di analizzarli, come si fa con le nuove specie animali. Inizialmente possono apparire tutti uguali, modellati con lo stampino "India" con capelli arruffati, pantalone largo, maglia cadente e tanti gingilli a decoro; ma se osservati con maggiore attenzione rivelano sottili ma importanti differenze. Dopo attenta analisi posso riassumerli in cinque tipi: 1- Prima Volta. Riconoscibile dallo sguardo impaurito e acceso da ardente curiosità, il turista che si avventura per la prima volta in India compie una battaglia con le paure che si è portato da casa. S...

Se vai tu vengo anche io_

Smentita un'altra volta. Dopo la prima e traumatica esperienza con i sovraffollati treni indiani, ammetto che provavo una certa inquietudine a dover attraversare metà paese su delle rotaie. Un po' agitata e carica di bagagli ho affrontato il primo viaggio da sola, passando la prima di una lunga serie di notti in treno. Il ritmo sferragliante dei vagoni mi ha subito raggiunta sciogliendo i nervi e le paure. Nel giro di una settimana ho cambiato una decina di mezzi di trasporto, visitato tre cittá, scampato un'infestazione da insetti (forse), raccattato due amiche in due posti diversi e lasciato una di loro verso nuove mete, dormito poco, mangiato a caso. Insomma non ho neanche più un paio di mutande pulite. Praticamente ho preso un treno diverso al giorno, per viaggi mai inferiori alle quattro ore e adesso mi ci sono affezionata. Li trovo carini e confortevoli, un po' intasati di gente e rumorosi, ma così caratteristici da diventare indimenticabili e poi, con tutte l...

Momo_

Basta, io smetto di contare, ho chiuso con la matematica, è solo un'opinione come tante altre. Non serve per comprare perché il prezzo lo contratti a suon di astuzia e resistenza. Non serve per essere puntuali perché le giornate seguono il sole o l'istinto, quindi se hai un appuntamento aspetta e spera. Non serve per contare perché sulle dita delle due mani arrivano a contare fino a quaranta, mica fino a dieci come noi. Ogni dito contiene, ovviamente, quattro numeri: uno per falange più uno per la staffa. Ma soprattutto non mi serve per sapere da quanti giorni sono in questo posto. A rigor di logica infatti io sono arrivata qui il giorno di San Valentino, esattamente un mese fa. Ho sempre saputo che un mese è composto da una trentina di giorni, ognuno con la sua ventina abbondante di ore, eccetera eccetera. Eppure oggi, 14 marzo, mentre impacchetto le mie cose per ripartire, mi domando: che cosa ne è stato, che cosa ne ho fatto di questi giorni? Un lampo, un battito d'...

Babel _

La storia che sto vivendo e raccontando si svolge in un bicchiere di succo di limone. Concentrato a tal punto che la sola idea di berlo provoca una contrazione dolorosa delle papille; l'aspetto non è limpido se si guarda attraverso, ma sincero e salutare. In questo succo fino ad ora hanno sguazzato principi dorati, cibi speziati e luoghi incanti, con avventure imbarazzanti ma dai toni esaltanti. In tutto questo ho sempre sentito la mancanza di un elemento fondamentale che oggi, finalmente, ho trovato in un angolo sperduto del mondo. Con urgenza e profondo amore racconto la storia di Babel, la piccola principessa dimenticata. Nel tuo nome è racchiuso il più grande e fallimentare esperimento umano, l'aspirazione al cielo e al posto degli dei. Mattone su mattone, cultura dentro cultura, hanno provato a erigere il colosso della conoscenza, accasciandosi infine su se stessi, sotto il loro stesso peso. Questo nome che porti addosso non sai neanche chi te lo ha dato, lasciata c...

Fuochi volanti_

Per tutto il giorno non faccio altro che aspettare l'arrivo della sera, annunciata dal tuffo del sole arancio dietro gli alberi della foresta. Rimango in attesa del buio perché porta con se un alito fresco necessario in queste giornate in cui sudano anche i polmoni, per il caldo che impregna l'aria. Ho scoperto che il posto in cui incontro prima di tutti la sera e il fresco, è il tavolo di legno sul retro della casa: mi arrampico sulla panchina e, nell'attesa, combatto contro zanzare di ogni forma e dimensione. Quando finalmente il cielo sfodera gli abissi il prato circostante compie un profondo respiro, le cicale iniziano il loro canto d'amore e le lucciole si alzano in volo creando costellazioni che si mescolano con il cielo. Nei rari momenti in cui riesco a fuggire dalla nuvola di indiani che sempre ci avvolge (ma è un'illusione anche questa solitudine, perché sanno sempre dove sei, con chi sei e cosa fai), lascio che la mia mente si svuoti e riprenda i suoi...

Attorno al tavolo che c'è, che c'è, che c'è_

Ogni volta che sto per iniziare un nuovo viaggio, dedico un pensiero alle persone che incontrerò durante questo, ma che ancora non sospettano che sto per entrare nelle loro vite e viceversa, anche solo per poco tempo. Sono cresciuta in un paese piccolo, sia per dimensioni che per mentalità, dove tutti conoscono gli affari degli altri a tal punto che sovente la fantasia supera la realtà. Questo dettaglio, così sofferto e odiato in passato, mi permette oggi di apprezzare a fondo l'incontro con nuove persone, durante il quale cerco, con tutte le mie forze, di mettere a tacere pregiudizi e apparenze, per lasciarmi assorbire dalla naturalezza della relazione. La cosa più bella, quella che tutti in fondo ricerchiamo nell'incontro con l'altro, è vedere il nostro riflesso. Ci avviciniamo alle persone come lo facciamo con uno specchio: lentamente e pronti a scorgere un'immagine di noi sempre nuova e inaspettata. Ognuno ci mostra qualcosa di diverso, una parte di noi che l...

Niente carta igienica in paradiso_

A furia di vedere film dai contenuti adolescenziali, ho l'immaginario impiastricciato di scene scadenti e scontate con luci calde, piogge romantiche e musichette varie. Il contrasto con la realtà mi ha sempre lasciato una traccia di delusione, eppure non ho mai rinunciato a crogiolarmi in fantasie all'essenza di rosa e vaniglia. La settimana di San Valentino del 2015 è iniziata all'insegna degli spostamenti: dopo un mese abbondante nella stessa casa con le stesse persone, abbiamo iniziato a raccogliere i vari frammenti sparsi in giro, ricomponendo noi stessi e i nostri polverosi bagagli. Ci siamo mossi con lentezza, con lunghi viaggi nelle notti insonni, sentendoci pesanti e carichi di oggetti che sembrano sempre più inutili e ingombranti. Con la stessa quiete che ha caratterizzato tutto il primo periodo in India, abbiamo fatto calorosi cenni di saluto lasciando il sentiero che ci aveva riunito persone distanti e diverse, per un po' di tempo. Nel giorno di San Valent...

Feste e rivolte_

Masala è un mix di spezie molto usato nella cucina indiana che prevede un accostamento di sapori dolci ad altri più decisi e piccanti. Questo abbinamento si riproduce chiaramente anche nello stomaco di chi ingerisce, con una certa costanza, il cibo che ne deriva. Dopo un mese passato a sfuggire alle costipazioni da cambio di alimentazione, sono capitolata nella ribellione del mio stomaco e ho passato le ultime ore passeggiando tra il letto e il bagno. Marsala India, prima mi conquisti con i tuoi deliziosi piatti e poi mi punisci con contrazioni dolorose, ma poco importa perché se non si passa per la costipazione vuol dire che non ci si è veramente lasciati andare. Il cibo indiano esercita su di me una forte attrazione in quanto, come ogni cosa in questo posto, non ti scivola addosso con facilità ma ti entra dentro mettendoti alla prova, rovistando in cerca della parte più forte di te. Dalla colazione alla cena non esiste un pasto semplice, che possa essere consumato senza lacrime da...

La grande comune_

In un posto in cui il turismo è quasi del tutto assente, l'arrivo di un numeroso gruppetto di stranieri ha provocato non poco scompiglio. In un primo momento aggirarci per le strade del paesino ci faceva sentire come dodo sfuggiti all'estinzione: siamo stati studiati a distanza, avvicinati cautamente dai più coraggiosi che hanno rotto gli argini della timidezza e alla fine invasi da una folla invadente carica di cellulari per fotografare il dodo. Nonostante la mancanza della distanza di sicurezza che noi occidentali siamo soliti tenere tra il nostro corpo e  quello degli estranei, ci siamo tutti, da entrambe le fazioni, lentamente abituati alle novità. A questa prima fase ne è seguita una ancora più divertente in quanto gli indiani, famosi per il loro forte senso di ospitalità, hanno iniziato a fare a gara per ospitarci a cena, pranzo, colazione, merenda, per sfoggiare a tutto il paese il loro prestigio. Rimbalzando da una famiglia all'altra ho iniziato a individuare qu...

Cotanta bellezza_

Nella nostra quotidianità il senso che usiamo più frequentemente è la vista. Ci fidiamo ciecamente dei nostri occhi e lasciamo loro facoltà di giudizio: aspetto, superficialità e prima impressione sono il pane quotidiano attorno a cui abbiamo costruito società e mentalità, curando il nostro aspetto con dettagli carichi di silente significato. Generalizzo dicendo che tutto passa attraverso la vista perché non mi sento di spendere parole di critica minuziosa su questo, ma voglio invece fare un elogio a quello che i miei occhi mi stanno permettendo di vedere. Gli indiani sono un popolo bellissimo e in modo particolare lo sono ragazzi: semplici, profondi, mozzafiato. Partiamo dai loro di occhi: scuri e intensi, sempre molto grandi o con un taglio orientale che riporta all'immaginario dell'infanzia. Sono l'incarnazione del tanto agognato principe azzurro ma in una versione migliorata, senza colori pastello dai toni vezzosi si trasformano in cavalieri dalle armature d'or...

Senza giudizio_

Ho assistito alle conseguenze dell'amore sbagliato. Ho assistito ma non ho guardato, perché l'aria racchiude tutta la carica emotiva sufficiente per scuotere l'anima, senza bisogno di ricorrere agli occhi per soddisfare curiosità ignoranti. Tutto ciò che ho visto è stata una precisa porzione di terra difronte a me, piccoli piedi veloci e, per un instante, il viso sconvolto dal pianto di una bambina. Tutto più che sufficiente perché intorno a me il dolore e la rabbia saturavano ogni centimetro, fino ad avvolgermi, penetrarmi, comprimermi. Ho sfoderato la mia corazza migliore, il sangue più freddo che possiedo e ho provato a smettere di sentire, ma la voce delle persone, se lanciata nell'aria senza impostazioni, si trasforma in un grido ancestrale che rivolta dall'interno. Non si serve dell'orecchio per farsi sentire, punta dritta allo stomaco e vi esplode: una disperazione così sincera da racchiudere tutte le ingiustizie del mondo; una rabbia distillata fino ...

Senza troppi giri_

Lo ammetto, sto volontariamente scrivendo pezzi vaghi e fumosi, con parole carine accostate tra loro e punteggiatura varia: sto cercando di proteggere quello che sto vivendo. Amo le parole ma sono anche convinta che non si possa affidare loro qualunque cosa. Capita che la danneggino, per quanto magistralmente usate, non sempre rendono giustizia fino in fondo all'evento narrato, facendogli perdere l'aura speciale. Quindi si, sto tergiversando e inventando perché nel mondo della fantasia non posso sciupare nulla, solo creare del nuovo. Prima di allontanarmi nuovamente dal punto centrale della questione, direi che è doveroso narrare qualche evento concreto su ciò che sta accadendo qui, perché saremo anche in India ma si lavora sodo! I giorni corrono senza riuscire a stargli dietro, quindi la cronologia non è delle più esatte ma fatti e persone sono reali e attuali. La giornata tipo inizia presto (almeno per me, ma non crediamo nelle sveglie) e verso le 6.30 mi godo le prime l...

Una bolla a galla_

(Mi scuso per eventuali presenti e future imprecisioni e errori, scrivere da qui è complicato) Una bolla a galla. Il silenzio inizia con il rullo dei motori, la corsa sul cemento e il brivido dello stacco da terra, come a teatro quando le luci si abbassano e il sipario lentamente si dischiude. In quel momento la tensione vibra potente e accoglie gli ultimi muti respiri che anticipano l'aprirsi delle danze. Per quante volte io possa fare su e giù dal cielo, arriva sempre il momento in cui la pressione si accanisce sulle mie orecchie, limitando di molto il mio udito per un prolungato periodo. Durante l'ovattata solitudine del viaggio ho iniziato a percepire il mutare dello scorrere del tempo, un lento sfaldamento che si sposa alla perfezione con la lontananza dal mondo reale che l'assenza di suoni mi provoca. Il silenzio e il tempo sono i primi due ballerini che compaiono alle spalle del sipario e rompono, insieme all'orchestra, la tensione che si era generata. Si...

Qualunque Mente_

Ammettiamolo, il pezzo dall'aeroporto non poteva mancare. Non faccio la sostenuta, adoro lasciarmi trasportare dalle ovvietà: alto, tarchiata, indeciso, bambino, commessa, riccona con figlio sfigato, ragazzobellissimotipregodimmidovestaiandandochevengoconte... Questa, ad esempio, è la fauna umana che negli ultimi dieci secondi é passata davanti alla mia postazione su ampia seggiola in acciaio, che costella uno dei luminosi e ampi corridoi aeroportuali.  Qui dentro é racchiuso tutto lo stereotipo del genere umano, come un'enciclopedia formato 1:1. È sempre qui capisco chi ha desiderato per primo la capacitá di leggere nella mente della gente che ti passa accanto (oppure, come nel mio caso, il potere di far star zitta la vecchia agitata e bisbetica che mi si é seduta accanto, insieme al suo branco di vegliardi over 70...in questi momenti non mi trovo totalmente d'accordo con l'allungamento della durata della vita).  Comunque non possedendo nessuno di questi super ...