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Amore selvatico _ (cap. 3)

Amore dice di volermi raccontare una storia. Siamo insieme da così tanto che ormai ci confondiamo, ci sfumiamo dentro. Vuole fare una gita, mi porta in un grande prato, quelli che non servono a niente se non alle api e ai fiori piccoli, alle formiche e a chiunque vive lì. L'erba è alta, fa il solletico, prude, ma Amore mi porta al centro e ci sediamo, in silenzio, occhi negli occhi, respiriamo.  Lascia passare il volo di farfalle e insetti, non ha mai fretta quando siamo insieme ed è una cosa che adoro, perché diventa tutto più vero. E da quel tempo denso mi chiede:  «V uoi imparare a vedermi? » Lo fisso. Lo fisso e non capisco. Lo fisso e mi spavento. Lo fisso e mi sento ferita.  Alzo gli scudi e mi difendo:  «I o ti sto guardando, ti guardo di continuo, ti osservo in ogni tua cosa, saprei raccontare tutte le sfumature del tuo corpo, i sorrisi, le mani, le ossessioni, gli umori. Tutto, ho imparato tutto, sono affezionata a tutto. » « E questo ti rende ...

Le donne vogliono fare le cose da sole ma non sole_ (III)

Ho ripensato alla nostre macchioline d'olio, al modo ipnotico in cui si allargano su un pezzo di carta attraverso la rete capillare della superficie assorbente, dall'istante in cui cadono iniziano a correre in tutte le direzioni per coprire la maggior superficie possibile. Eppure ad un certo punto si bloccano, finiscono la loro energia propulsiva e la gocciolina di olio diventata una zona delimitata e morbida: lo trovo giusto ma triste il momento in cui la gocciolina smette di espandersi. È come se la carta le desse dei limiti, lo spazio intorno è più grande e forte di lei e la lascia arrivare solo fin lì: le dice -tu finisci qui. A meno che le goccioline non siano tante, allora diventa tutto un correre veloce veloce di cerchi che si allargano come le gonne delle bambine quando girano su loro stesse: trottole, ballerine, bamboline.   Quello che prima, nella gocciolina singola, era un fermarsi, qui diventa un conoscersi perché i confini sfumano e una finisce contro all...

Amore Antico _ (cap.2)

Viaggiavo con Amore e cercavo Amore Antico, antico come il legame con la terra, come la protezione e l'isolamento, la cura e la dedizione verso questa creatura che è casa. Cercavo l'amore delle radici, quello che pulsa nella pietra e parla con il vento. Cercavo le storie che raccontano questa terra, queste forme, questa materia.  Cercavo, e per cercare bisogna partire. Ogni volta che parto gli occhi mi diventano strani, un po' pesanti, un po' gonfi. È come se si spaccassero, fratturati tra due mondi che non sanno convivere. Vedo tutto e fa male. Cercavo, e ho trovato il silenzio. Il tempo del silenzio, la consistenza del silenzio. Il silenzio come un oceano immenso, senza confini. Dentro cui si trova tutto e si può scendere in profondità vertiginose. Il tempo è languido nel silenzio, si può soppesare il peso della riflessione e delle scelte eterne. Provo sempre a restare, a fermarmi, a scegliere di esserci. Ci provo con tutta me stessa ma alla fine, n...

Il richiamo_

Muoviti lenta, nel punto preciso in cui il richiamo smuove il piacere.  Il calore del risveglio della voce, rispondi al tuo nome,  nervi selvatici ti crescono dentro, luce ribelle ti brilla addosso; muoviti lenta sulle tue vibrazioni selvagge.  Ascolta l'inverno, dove corri?  Lascia che il tempo ti sfiori con grazia e continua a camminare anche quando pensi di essere arrivata.  Lo sentite anche voi il canto silenzioso delle streghe, delle sirene, delle dee  che si espande nelle vene asciutte dell'Universo?  La Madre chiama le sue figlie e loro rispondono,  non è il cuore che trema, è il loro canto che sta arrivando.  Scorre come linfa affondata dentro la Madre, la stropiccia dolorosamente dal suo torpore, non c'è più tempo per aspettare: sale vibra si innalza il canto.  Che ne sarà del mondo ora che le figlie si sono svegliate?  Fino all'ultimo hanno desistito ma adesso basta: arriva, arriva il cant...

Anche tu _

Impara a memoria i dettagli del tuo viso, il suono della tua voce e il tuo profumo.  Cercati ovunque e girati di scatto per strada quando ti sembrerà di vederti in un passante.  Elenca ad alta voce i tuoi pregi e riempi di coccole i tuoi difetti.  Impara come si fa l'amore con te e cosa ti dona piacere.  Urlati in faccia e poi cerca il modo di perdonarti.  Forse, partendo da qui, amare l'altro non sarà più solo una scusa  per continuare a non amare se stessi.

L'inizio, la fine _

E' successo un gran casino. E' successo che non ho capito più niente ho visto troppe cose insieme: quadruplo, quintuplo, multiplo. Ho visto tutto e mi sono spaventato. Allora ho corso, ho corso lontano e quando mi sono fermato, non mi erano scoppiati i polmoni mi era andato a pezzi il cuore. Ma ormai, avevo fatto un gran casino.

Una battaglia verso l'ignoto _

Vorrei conoscere tutte le cose che rimangono nascoste  dietro il velo dei tuoi occhi: vorrei passare il tempo a baciarli, i tuoi occhi. Con il tocco delle mie labbra vorrei leggere le storie che restano impigliate tra le tue ciglia. Sempre troppo lunghe, sempre dirette ad avvolgere l'immagine di qualcun altro. La mia è troppo spaventosa, credo  la mia non va bene, credo. Sento questo e il mio cuore sprofonda. Vorrei avere la forza di non avere paura, vorrei che le tue ciglia avvolgessero me così da poterle baciare  e scostare i veli che nascondono le tue storie. Invece resto io, che guardo te, che guardi qualcun altro. E tutte quelle storie non verranno raccontate.