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Ritorno da me _ (caleido 11) _ End.

C'è una bambina, è seduta a terra con le gambe incrociate e non le vedo il volto, è girata e mi porge la schiena. Una zazzera di capelli chiari le accompagna il collo e una tunica chiara l'avvolge, assorbendo ogni cosa del suo corpo. Penso che sappia che la sto osservando ma non si cura di farmelo capire, io sono arrivata fino a qui e lei non si gira nemmeno: arricciata nell'unico fascio di luce di quel luogo, contempla l'orizzonte nero e mi sembra di poter sentire il suo sguardo scorrere su forme che io non riesco a vedere. Mi giro per capire se posso tornare indietro ma la strada da cui sono venuta non ha lasciato traccia, mi sono fermata solo perchè ho visto la bambina seduta e ora mi rendo conto che non ho ancora messo a fuoco dove mi trovo. E' un posto senza pareti né confini, un cono che non ha imboccatura, tutto intorno un cielo di velluto nero ci avvolge e il suolo è pietra nera, liscia e lucida. Un solo raggio di luce scende dall'alto, attrav...

Rubino celeste_ (caleido 9)

La lamina è nella parte più alta della roccia. È sottile, solida e tagliente e nell'impatto ha provocato un'incisione profonda, una ferita sana. La struttura della roccia è imponente: ha una base dal diametro ampio, che si stringe veloce con contorni frastagliati. Sale, si stira verso il cielo con una punta sottile che si raccoglie e sfuma. La base, dal diametro irregolare, si è fatta spazio nel terreno con un'impronta che risale leggermente i fianchi e li abbraccia saldi. La scaglia è il punto di luce, un frammento di cielo senza nuvole, che apre la strada ad un sottile rivolo denso e rosso. Una lacrima scarlatta che rotola tra le insenature irregolari della montagna, macchiando la roccia neutra del filo del coraggio: un guizzo irriverente che affronta il rigore del colosso; avanza nel suo cammino indifferente al borbottio del cuore roccioso. Si espone in tutto il suo piccolo esistere, consapevole che un semplice gesto può avere la meglio su di lei. Sa che la scagl...

Radio Monk_

Qui non c'è nessuna storia da raccontare. Spirali emotive, climax sentimentali o descrizioni mozzafiato, qui non c'è niente di tutto questo perché è tutto vero. Un pesce non può respirare anche se continua a boccheggiare fuori dall'acqua. Questa realtà è il vero nulla, il vuoto, il grigio. Non c'è dolore litigi grida, ognuno fa quello che deve fare e il resto è cancellato. Una parete perfettamente liscia, senza alcun tipo di appiglio. Nessun sentimento, nessuna finzione, niente scudi, rituali o sistemi, nessun passato, tutto è contaminato perché nulla è importante. Passare per questi luoghi prosciuga le energie: l'aria ribolle e le persone vegetano, come lumache di mare sono impossibili da afferrare ma anche le onde più forti vi si scagliano contro senza ferirle. Usano l'accumulo compulsivo come schermo protettivo, cose beni denaro averi. Solo quello conta e nulla è più vuoto. Non andrà tutto bene e non ci sarà nessun lieto fine, perché in questa terra spe...

Still learning to love_ (Semi di Zucca)

Approccia il mondo senza giudizio Ripetiti che puoi essere meglio di così Ovunque tu sia, non ti bastare. Anche dove il mondo ti sembra più sporco, Dove l'animo umano non brilla e le unghie si sporcano, Non imparare a giudicare. Se la felicità ti sembra troppo leggera Raccogli gli scarti degli altri E portali a destinazione. Uno zaino ben fatto non pesa a lungo sulle spalle Ma le cose inutili ti faranno cadere nella via. Dillo a te stesso, ripetilo come un mantra Una preghiera che inizia al mattino E non si conclude all'aurora. Ci sono parole in avanzo per tutti. Quel che non conosci ti offende Dimostragli che non sai combattere Ascoltare non è un verbo passivo Ma l'azione più complessa da imparare. Nel mondo ci sono solo storie Un libro senza parole, Senza giudizio. 

Chi va_

In un bellissimo documentario della National Geographic si parla dell'intelligenza ancestrale degli elefanti, così antica e sincera da risultare a noi inspiegabile. Un mistero che li porta a seguire rotte senza indicazioni ma su cui si basano tutti i loro cicli vitali. I pachidermi sono i più antichi racconta storie esistenti, tramandano il loro sapere così che rimanga inciso sulla loro pelle, le vecchie matrone conducono il branco e gli altri dietro, in silenziosa fiducia. In queste dinamiche incomprensibili all'uomo si nascondono gli odierni viaggiatori, coloro che nonostante tutto ad un certo punto, partono. E continuano a farlo anche quando sembra troppo. Non parlo del viaggiatore occasionale o il turista domenicale, parlo di quelli mossi dal male di restare, di durare, di non sapere. Lo chiamo male perché fisicamente é quasi doloroso, provoca mal di stomaco, sudorazione, spossatezza e occhi gonfi. Saltuariamente anche emicrania. Parlo a quelli che conoscono le scariche...

La volontà di essere qui_ (1/2 caleido 8)

La luce è scarsa ma calda. Traspira dalla parete tesa che sfioro: umida nel suo essere, quasi rosa. Devo iniziare a preparare le mie cose, a breve dovrò uscire e come ogni volta l'idea mi stringe lo stomaco. Il grande baule a tre scomparti che contiene l'attrezzatura è nel solito angolo buoi, mi spiace disturbare il suo riposo. Devo controllare che ci sia tutto e che sia in ordine: scomparto uno, lo “-scopio”, con strumenti di misurazione e percezione, pelli sensibili e visualizzatori ad ampio spettro. Sto sviluppando una nuova macchina per la comunicazione esterna ma è ancora un prototipo e questa volta mi aspetterà in laboratorio. Scomparto due: lastre impressionabili, inchiostri e grafiti mobili. Le capsule devono essere tutte piene per permettere una registrazione costante e simultanea dei dati rilevati. La struttura del mio archivio è imponente, lo riconosco. Tutto ciò che passa attraverso il baule finisce, per mezzo di un delicato sistema di catalogazione, qui...

Le ali nel nome_ ad a. (Semi di Zucca)

Questa sera esisto nel mondo. Esiste l'autunno di gocce calde il posto da cui vengo e da cui mai in realtà mi separo. Ci sono morti che lasciano gioioso dolore e voglia di vivere di esserci e trovarsi. Di bere, brindando alla gioia che timidamente proviamo, grazie alla loro assenza. Con una vita in meno il cuore batte una volta in più e si apre una luce e sorride una vecchia memoria di lei, di noi di te, di chi ci sarà. Chi se ne va lascia il posto a chi verrà e tutto il male se lo porta via, perché il bene è troppo pesante. La vita non smette mai di essere, e quando sembra che non ci sei i pezzi continuano a muoversi per gli altri e tu resti esisti e anche dopo, viva. A chi infligge piccole ferite per allontanare apro le braccia in cerca di bene questo è il mio cuore e un pezzo è anche tuo. Senza il tuo peso sottile verranno tutte a galla. Con il sapore del sangue in gola sapranno che con il loro dolore...