Passa ai contenuti principali

Post

Addio, coraggio _ (Semi di Zucca)

Muti vegliano i cancelli sulla soglia del verrà. Chiusi su sogni che non hanno la forza di arrivare. Solo qui, solo in oggi voglio restare. Le torri hanno iniziato a tremare instabili su fondamenta sbagliate. Ciò che sapevi solido mostra il lato fragile del volto: disperato lancia indietro un ultimo sorriso. Crollano, crolleranno e lo sanno. Il fondale freddo dell'anno si è vendicato. Inclinato sul vuoto lascia scivolare i pezzi e tu, inerme, osservi. Al ritorno dell'equilibrio tutto ciò che ti troverai innanzi, sarà qualcosa di inaspettato.

Il privilegio del dolore_ (A) _ (Semi di Zucca)

Non permetterti il lamento, ingrato ad una vita colma di doni di dolore. Cosa sa il bambino goffo che non ha mai provato fame. Crede che la rabbia sia la scintilla della sua distruzione; l'instabilità e l'incertezza le sorelle della sua follia. Come l'infante, che mai è uscito dal nido, si sente conoscitore del mondo. Non vede, il patetico bambino, la terra calma che accoglie i suoi capricci. L'universo ti ignora ricoprendoti di doni di dolore.  

Discese di scivoli per bambini _ (Cuore di Zucca_3)

Camminando cerca la sua immagine nelle vetrine. Si lancia sguardi sfuggenti, cerca di essersi estranea, si scorge negli angoli meno illuminati e intravede la sua gonna strisciare fuori dal vetro grigio. Nella vetrina del negozio di caramelle si scruta sopracciglia e occhi, sembrano più arruffate le prime e più profondi i secondi. In quello di vestiti le ginocchia e i piedi, forse un po' a punta, forse un po' storti. Il cartolaio offre spunti per mani e spalle, più sagge, leggere, pesanti. Non tralascia niente, smorfie, passetti, posture, cerca e ricerca mentre cammina per strada. Vuole vedersi con occhi estranei, capire se qualcosa in lei è diverso, se si nota la differenza. Dentro la sente così tanto che ha paura le esca scritta sulla pelle, sulla fronte. È impossibile che non si manifesti fuori in qualche modo e quindi scruta le vetrine, riflessi distratti come gli occhi degli estranei. Gli altri, gli sconosciuti, sono tutto ciò che desidera, tutto ciò che finalm...

Anche oggi fa brutto_ (Cuore di Zucca_2)

Fissa il bicchiere molto intensamente. Una volta è sicura di esserci riuscita, da bambina. Se sta molto ferma e punta un oggetto a lungo, quello si muove. O almeno vibra un pochino, anche se lo vede solo lei va bene. Non ci aveva più provato, ma l'altro giorno parlando con Davide era uscita la storia dei poteri e allora eccola, al tavolo con il suo bicchiere bello fermo davanti al naso concentrato. Fuori fa schifo in modo melodrammatico: freddo, silenzio, grigio, pioggia piccola e umida. L'unica speranza è quella di non avere mai un motivo per dover uscire. Quindi sta in casa a caccia di poteri da strega, ci crede così tanto che dalle sue spalle si innalzava una scenografia di rami intrecciati a formare una foresta scura in cui lei sola non prova paura. Ci sono occhi di civetta sugli alberi più appartati e sinistri bagliori di luna che rendono piombo colato il paesaggio. Lei ha un ampio cappuccio e una grossa pietra al collo, scrigno di chissà quale segreto, portato av...

Risveglio_ (Cuore di Zucca)

Le palpebre si aprono poco, un po' incrostate un po' svogliate. Sanno che è presto e anche se la luce che filtra da fuori è grigia e ovattata, si sentono ferite. Il peso del piumone caldo le conferisce quella sensazione di protezione che sa che fuori non troverà per tante ore. Non vuole emergere da questo acquario, gira la schiena al giorno consapevole dell'inutilità del gesto. Il senso del dovere. La mano scivola al comodino e tira nella grotta il telefono, scorre le pagine assente, c'è un sogno incastrato nei capelli che magari riesce ancora a ricordare. Un lungo sospiro per spostare le coperte, acqua gelida per il viso, dentifricio schiacciato dalla cima, spazzolino sempre da cambiare ma sempre lo stesso. Poi la solita tragedia: è seduta davanti all'armadio spalancato e strabordante, con lo sguardo di chi ama le caramelle alla fragola e sono rimaste solo quelle al limone. Lì dentro non c'è mai niente di giusto per il nuovo giorno e deve partire con...

Poeti diversi _ (sc_nc) _ (Semi di Zucca)

Il primo passo ha il suono del ramo spezzato. Dell'insetto a cui esplode la cassa toracica. Tutto quello che non serve rimane dove viene usato: A casa. D'ora in poi io e solo io Sarò la mia dimora. Il mondo non è più un luogo distante scosta la pelle e mostra i confini. La paura svanisce dinnanzi alla realtà Al bisogno di azione, per tenere in piedi la vita. Nessuna sedia ad accogliere il corpo, anche se stanco. Solo le gambe e le ginocchia, La schiena e il fiato, a supporto di ogni carico Di ogni emozione. La repulsione acquisterà un sapore dolce: la fatica, premurosa compagna di strada, il dolore, amico di ogni umore, la durezza del riposo, la consapevolezza del merito. I morsi alle caviglie l'unica fame che non si potrà saziare. I piedi conosceranno la distanza dalla loro natura. Nella terra e nel sangue, non andranno uno innanzi all'altro Non porteranno dall'origine all'arrivo. Indurranno in ...

Fragile _ (A) _ (Giuggiole)

I versi seguono il filo dei pensieri spezzati della fanciulla abbandonata delle notti private del riposo dal vento delle tempeste. Il suono si infrange da dentro impossibile far tacere il vuoto provocato dal dolore. Figlio di un tempo antico sei rimasto imprigionato nell'interno della pelle. Scuoti le chiome con tremori, spasmi indomabili di un freddo che non può essere sciolto. Messo a tacere negli anni della solitudine, ora risorgi dalle grotte più buie richiamato dalle infide sirene, potente come il braccio di Nettuno. Ti aggrappi alle pareti con gli uncini del passato, sbrindelli gli scampoli dei sogni lasciati alla brezza del mare. I tuoi colori cupi dichiarano una guerra che sai di non poter perdere. Con schegge di vetro penetri nell'origine della vita sfregiando il dono che potrebbe arrivare. Impedisci la nascita del feto che porterebbe all'amore, tessi nodi stretti e sapienti lungo la vi...